L’amore ci nutre se è un cibo dell’amore

Il Vangelo di Marco  recita “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. “Non c’è altro comandamento più importante di questo” (Mc 12,29-31).

Se però prima non impari ad amarti, aggiungerei, farai un gran casino.

Un medico cardiologo fumatore incallito e in sovrappeso al punto da rientrare nella categoria degli obesi si ama? E se rivolge al suo prossimo quello stesso genere di amore, il suo, potremmo definirlo realmente un atto d’amore?

Vedete come tutto cambia quando i concetti astratti vengono calati nella concretezza? Siamo tutti consapevoli che  l’amore  è la vera misura del valore delle cose che facciamo (quanto più ci riesce naturale fare una cosa tanto più è evidente che l’amiamo) così come sappiamo che è il supremo valore attraverso il quale misuriamo la qualità della nostra esistenza. Eppure sono tante situazioni in cui di amore non ve n’è traccia finanche laddove dovrebbe essere il suo epicentro. Quante sono le relazioni sentimentali in cui c’è violenza, sopruso, dove il concetto di amore è completamente distorto? lo stesso dicasi per le scelte alimentari. Non è possibile che si finisca con l’amare un genere di cibo il cui effetti nefasti sono conclamati. Le corse disperate all’ospedale per crisi cardiache o ischemiche,  dopo decenni di alimentazione sbagliata, non possono prescindere dal concetto di amore che universalmente conosciamo e che non abbiamo minimamente applicato verso noi stessi. E come la mettiamo con quelli che dicono di amare gli animali quando in realtà si riferiscono esclusivamente a quelli orrendamente definiti “di compagnia”? Abbiamo dunque un concetto d’amore alquanto ondivago e inzuppato di relativismo al punto che qualche lettore in questo momento  si stia chiedendo cosa c’entri l’amore con un sito che argomenta di alimentazione vegana.

Quando ci si approccia al regime alimentare vegano, oltre che su quello fisico, emergono sensibilità e comprensioni sul piano psichico che in precedenza erano offuscate. Come un muscolo atrofizzato ci fa credere di non essere in grado di compiere alcune prestazioni fisiche mentre il suo allenamento ridà fiducia nella nostra forza e dinamicità, analogamente  riacquistare lo stile alimentare originario, liberando il corpo da tossine e rifiuti alimentari incrostati inespulsi e irrorando tutto l’organismo di sostanze nutrienti e bilanciate, fa sì che la nostra psiche riemerga da un’oscurità cognitiva che, ahinoi, prima non si riteneva tale. Come accendere la luce in una stanza precedentemente coperta dalla penombra in cui non  si vedevano che sagome sinistre e profili bianco scuri, accesa la luce, ogni cosa diventa nitida e  colorata e quella sagoma che poteva dar adito a suggestioni sinistre non è che il cappotto marrone che si stava cercando per di uscire di casa.

Quindi, per tramite l’azione concreta dell’alimentarsi esclusivamente di cibo vegetale e tendenzialmente crudo, il nostro concetto di amore si migliora, addirittura direi che si espande e, come solo le cose virtuose possono fare, ci permette di correggere tutta una serie di distorsioni cognitive che ci portavano lontano dall’amare noi stessi e dal saper amare il nostro prossimo. Animali, pianeta e universo compresi.

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